La violenza ferma lo scontro della Copa Sudamericana a Buenos Aires

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Di Martin Graham

 

L'Università del Cile ha accusato l'Independiente e la polizia argentina di non aver protetto i propri sostenitori dopo che un "brutale e disumano pestaggio" ha lasciato 19 sostenitori in ospedale.

La partita degli ottavi di finale della Copa Sudamericana a Buenos Aires è stata sospesa mercoledì a seguito di scene di violenza sugli spalti. I disordini sono scoppiati durante l'intervallo, quando oggetti, tra cui una granata stordente, sono stati lanciati dal settore che ospitava i tifosi cileni verso il settore inferiore, occupato dagli spettatori di casa.

La situazione degenerò nel secondo tempo, quando i tifosi dell'Independiente entrarono nel settore ospiti, lanciando attacchi e costringendo i tifosi dell'Universidad de Chile a fuggire.

Secondo la squadra cilena, 16 dei 19 tifosi feriti sono stati dimessi, mentre uno rimane in terapia intensiva dopo essere stato operato per una frattura cranica. Il club ha descritto gli eventi come "uno dei capitoli più violenti nella storia del calcio".

Hanno inoltre affermato che i tifosi dell'Independiente hanno tentato di assaltare lo spogliatoio degli ospiti e hanno attaccato il pullman della squadra rompendone i vetri. L'Universidad de Chile ha aggiunto che circa 100 dei suoi tifosi sono stati fermati, pur sostenendo che nessuno degli aggressori provenienti dalla zona di casa è stato arrestato.

Resoconti contrastanti dei club

L'Independiente ha rilasciato una dichiarazione in cui contesta le accuse, insistendo sul fatto che gli incidenti siano iniziati nel settore ospiti prima della partita. Ha affermato che i tifosi dell'Universidad de Chile hanno attaccato e disattivato il sistema di videosorveglianza dello stadio, danneggiato i bagni e sparato fuochi d'artificio contro i tifosi locali, scatenando ritorsioni.

Il club argentino ha negato di aver ignorato le procedure di sicurezza, sostenendo che le misure di sicurezza erano state messe in atto ma non erano sufficienti a controllare il livello di aggressività. Si è impegnato a bandire coloro che hanno risposto con violenza, etichettandoli come "criminali travestiti da tifosi", e ha annunciato l'intenzione di chiedere un risarcimento per i danni causati alle proprie strutture.

Hanno concluso la loro dichiarazione affermando: "La violenza non ci rappresenta".

Reazioni delle autorità

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha condannato fermamente gli eventi, affermando che la violenza deve essere sradicata dal calcio. Ha affermato che il gioco dovrebbe essere praticato "senza paura" e ha chiesto alle autorità locali di assumersi le proprie responsabilità, descrivendo gli attacchi come "atti barbari".

La CONMEBOL, che sovrintende alle principali competizioni sudamericane, ha confermato l'abbandono della partita, citando la "mancanza di garanzie di sicurezza da parte del club locale e delle autorità di sicurezza locali".

Nel frattempo, il ministro della sicurezza provinciale di Buenos Aires, Javier Alonso, ha criticato la decisione tardiva di sospendere la partita, affermando che era "chiaro che c'era un atteggiamento molto ostile".

Martin Graham è uno scrittore sportivo di MFF

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