La UEFA preoccupata per le nuove regole finanziarie della Premier League

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Di Martin Graham

 

La UEFA ha espresso serie riserve sul futuro quadro finanziario della Premier League e sui suoi potenziali effetti sul resto del calcio europeo.

I club della massima divisione inglese hanno approvato un nuovo sistema chiamato squad cost ratio (SCR), che entrerà in vigore la prossima stagione. Con questo modello, le squadre possono destinare fino all'85% dei loro ricavi alle spese relative ai giocatori.

Grazie a diversi meccanismi aggiuntivi previsti dal regolamento, in determinate circostanze i club potrebbero raggiungere livelli di spesa pari al 115%. Al contrario, il limite imposto dalla UEFA per il rapporto costi-risorsa delle squadre è del 70%.

L'organo di governo europeo richiede a tutti i club che partecipano a Champions League, Europa League e Conference League di rispettare la soglia del 70%. Tuttavia, i campionati nazionali in tutta Europa applicano controlli finanziari diversi, molti dei quali sono più severi di quelli inglesi.

Di conseguenza, le squadre della Premier League che non si qualificano per le competizioni europee potrebbero ottenere una flessibilità finanziaria notevolmente maggiore rispetto alle rivali nel resto del continente.

Timori di un crescente squilibrio nel mercato dei trasferimenti

La UEFA ritiene che le nuove regole possano indebolire gli sforzi per mantenere la stabilità finanziaria nel calcio europeo. I dirigenti temono che i club al di fuori dell'Inghilterra possano sentirsi spinti a spendere di più per trattenere i loro giocatori migliori.

Andrea Traverso, direttore della sostenibilità finanziaria e della ricerca della UEFA, ha espresso queste preoccupazioni durante il Financial Times Business of Football Summit.

Ha osservato che la Premier League genera già circa un quarto dei ricavi totali generati dai club europei. Secondo Traverso, un'ulteriore maggiore libertà di spesa potrebbe creare tensioni nel mercato dei trasferimenti.

Ha anche sottolineato che circa il 40% dei calciatori più quotati al mondo gioca attualmente in club inglesi. Traverso ha descritto la situazione come una preoccupante concentrazione di talenti, soprattutto considerando che molti giocatori non sono titolari fissi.

Attualmente, la Premier League sta riscuotendo un successo senza precedenti anche nelle competizioni europee. Nove club inglesi si sono qualificati per i tornei continentali in questa stagione, sei dei quali hanno raggiunto la Champions League e tutti e nove si sono qualificati agli ottavi di finale delle rispettive competizioni.

Diversi sistemi finanziari nelle principali leghe

Diversi campionati europei stanno modificando i propri regolamenti finanziari. La Bundesliga tedesca ha recentemente approvato un sistema che limita anche i costi delle squadre al 70% dei ricavi.

In Italia, la Serie A sta discutendo se adeguare i propri regolamenti al modello UEFA, concentrandosi sul bilanciamento tra spese e entrate.

La Francia adotta un approccio diverso. Dopo che il fallimento del suo accordo televisivo nazionale ha complicato le finanze, i club francesi devono dimostrare la propria solvibilità finanziaria attraverso rigorosi controlli di bilancio e di audit.

La Liga spagnola ha applicato uno dei sistemi più rigidi dal 2022. La cosiddetta regola 1:1 stabilisce un tetto finanziario individuale per ogni club in base al denaro che genera.

Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha ripetutamente criticato la solidità finanziaria della Premier League. Di recente ha sostenuto che regole incoerenti potrebbero alimentare l'inflazione nel mercato dei trasferimenti e ha chiesto un maggiore coordinamento tra le leghe.

La Premier League difende il suo approccio

La Premier League sostiene che le nuove regole sono pensate per migliorare l'equilibrio competitivo, in particolare per i club che raramente si qualificano per le competizioni europee.

Secondo la lega, consentire alle squadre che non partecipano a tornei continentali di spendere una quota maggiore dei loro introiti offre loro maggiori possibilità di competere per la qualificazione europea.

Un club che partecipa alla Champions League può generare ricavi maggiori, ma deve comunque rispettare il limite di spesa del 70% imposto dalla UEFA. Nel frattempo, un club nazionale senza impegni europei potrebbe spendere fino all'85%, o addirittura al 115%, con penali pecuniarie di lieve entità.

Il direttore generale della Premier League, Richard Masters, ha affermato che i club hanno scelto un modello che dà priorità all'incertezza competitiva all'interno del campionato.

Ha inoltre sottolineato l'importanza che le leghe mantengano l'indipendenza nel definire le proprie politiche finanziarie, sostenendo che l'allineamento tra i sistemi è preferibile a una rigida uniformità.

Dibattito sull'efficacia dei controlli finanziari

L'esperto di finanza calcistica Kieran Maguire ha messo in dubbio l'efficacia del rapporto costi-sostenimento delle squadre della UEFA nel limitare le perdite finanziarie.

Ha sottolineato che la normativa si concentra principalmente sulla spesa relativa ai giocatori e ignora altri costi significativi, come la manutenzione delle infrastrutture o il pagamento degli interessi sui prestiti.

Maguire ha anche suggerito che le critiche alla Premier League spesso derivano dal suo successo economico. A differenza di campionati come la Liga, i club inglesi prendono collettivamente le proprie decisioni finanziarie, anziché seguire regole imposte da un'autorità centrale.

Ha avvertito che limiti finanziari diversi potrebbero creare complicazioni per i club che giocano nella Conference League. La competizione offre premi in denaro relativamente modesti, lasciando potenzialmente le squadre con costi di squadra più elevati ma entrate aggiuntive limitate.

Tuttavia, la solidità finanziaria della Premier League pone già i suoi club in vantaggio rispetto a molti rivali europei, e ulteriori aumenti della capacità di spesa potrebbero intensificare il dibattito in tutto il continente.

Martin Graham è uno scrittore sportivo di MFF

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