Di Martin Graham
La breve permanenza di Wilfried Nancy a Glasgow si concluse quasi con la stessa rapidità con cui era iniziata. Otto partite portarono sei sconfitte, una fiducia incrollabile e una serie di traguardi indesiderati. Quando il club agì, l'allenatore francese aveva già presieduto il mandato dirigenziale più breve che il Celtic avesse mai registrato.
Arrivato dal Columbus Crew, il Nancy ereditò una squadra che era stata stabilizzata dal tecnico ad interim Martin O'Neill. Invece di costruire su quella base, risultati e prestazioni peggiorarono rapidamente, lasciando i campioni alla deriva e i tifosi sempre più ostili.
Dalle revisioni tattiche alle distrazioni fuori dal campo, quel periodo è diventato un caso di studio sulla rapidità con cui le cose possono cambiare in un club in cui il controllo è implacabile e la pazienza scarsa.
Primi insuccessi e pressione immediata
Il primo incarico del Nancy non avrebbe potuto avere un significato più grande. Con gli Hearts in trasferta al Parkhead, il Celtic aveva la possibilità di ridurre a zero il divario in vetta alla classifica della Premiership. Nonostante un inizio promettente, il passaggio al 3-4-3 si è rivelato controproducente e gli Hearts hanno ottenuto una vittoria per 2-1.
Le conseguenze sono andate ben oltre il punteggio. L'attenzione si è spostata sul comportamento dell'allenatore a bordo campo, sul suo equipaggiamento e persino sui suoi allenatori, sottolineando la rapidità con cui l'attenzione si è spostata dal calcio all'aspetto. Nancy ha insistito sul fatto che la prestazione ha mostrato incoraggiamento, sottolineando l'organizzazione difensiva e la creazione di occasioni.
Ogni ottimismo svanì quattro giorni dopo in Europa. La Roma distrusse il Celtic a Glasgow, mettendo a nudo la confusione in campo. Evan Ferguson ammise in seguito che i padroni di casa sembravano incerti sui loro ruoli, mentre Nancy diventava il primo allenatore del Celtic a perdere le prime due partite.
La delusione di Hampden e la fede che svanisce
La finale di Coppa di Lega offriva una via per un riscatto anticipato. Invece, il St Mirren ha dominato per lunghi periodi e si è assicurato una vittoria per 3-1, sollevando il suo primo trofeo in oltre dieci anni. La gara ha amplificato i dubbi su selezione, struttura e coesione.
I giocatori sembravano a disagio in posizioni insolite, mentre le ripetute istruzioni a Callum McGregor da bordo campo mettevano in luce l'incertezza. Nel secondo tempo, il Celtic ha raramente lottato per il controllo della difesa, accrescendo la frustrazione tra i tifosi.
Sebbene Nancy abbia parlato di fiducia e resilienza in seguito, l'umore nel club si è incupito. Molti tifosi si erano già voltati, chiedendosi perché O'Neill non fosse stato confermato per un periodo così cruciale.
Breve ripresa prima del crollo
Nonostante le crescenti critiche, il consiglio di amministrazione ha ribadito pubblicamente il suo impegno. L'amministratore delegato Michael Nicholson ha sottolineato l'unità in vista della trasferta al Dundee United, ma le rassicurazioni si sono rivelate vane quando il Celtic ha perso un altro vantaggio per 2-1 a Tannadice.
Seguì un barlume di speranza. L'Aberdeen fu travolto al Parkhead, con il Celtic che registrò il 73% di possesso palla, scatenò 31 tentativi e colpì i legni quattro volte, vincendo per 3-1. Seguì subito un drammatico successo per 4-2 a Livingston, a indicare un impulso in crescita.
Quella promessa è svanita al Fir Park. Il Motherwell ha surclassato i campioni in carica con un risultato di 2-0 che ha suscitato una violenta reazione da parte dei tifosi in trasferta. Lo scontro con i Rangers dell'Old Firm è diventato decisivo: nonostante il gol per primo, il Celtic è crollato dopo l'intervallo e ha perso 3-1. Le proteste sono iniziate prima del fischio finale e poco dopo il consiglio ha concluso che il tempo del Nancy era scaduto.
