Di Martin Graham
Marocco è stato ufficialmente nominato campione della Coppa d'Africa 2025 dopo che la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha annullato il risultato originale della finale contro il Senegal. L'organo di governo ha stabilito che Senegal ha rinunciato alla partita, assegnando un risultato di 3-0 a favore del Marocco.
La finale, disputata il 18 gennaio, si era inizialmente conclusa con una vittoria per 1-0 del Senegal dopo i tempi supplementari. Tuttavia, la partita è diventata molto controversa quando i giocatori senegalesi hanno temporaneamente abbandonato il campo in segno di protesta dopo che era stato assegnato un rigore ai padroni di casa nei minuti di recupero, con il punteggio ancora in parità.
La commissione d'appello della CAF ha successivamente stabilito che le azioni del Senegal violavano il regolamento del torneo. Secondo l'articolo 82, una squadra che si rifiuta di continuare a giocare o abbandona il campo senza permesso viene considerata sconfitta, mentre l'articolo 84 stabilisce che tale violazione comporta una sconfitta a tavolino per 3-0 e l'eliminazione.
La federazione calcistica marocchina (FRMF) aveva presentato ricorso, che la CAF ha confermato essere valido e accolto. L'organizzazione ha sottolineato che la condotta del Senegal ha fatto scattare le misure disciplinari previste dal regolamento, portando all'annullamento del risultato.
Polemiche in campo e finale drammatico
La svolta è arrivata nei minuti di recupero, con il punteggio fermo sullo 0-0, quando l'arbitro Jean Jacques Ndala ha assegnato un rigore al Marocco dopo aver consultato il VAR per un fallo di El Hadji Malick Diouf su Brahim Diaz. La decisione è arrivata dopo un episodio precedente che aveva già fatto infuriare il Senegal, quando un gol di Ismaila Sarr è stato annullato.
In risposta, l'allenatore del Senegal, Pape Thiaw, ha ordinato ai suoi giocatori di lasciare il campo in segno di protesta, sebbene Sadio Mané sia rimasto e abbia tentato di convincere i compagni a continuare. Dopo un'interruzione di circa 17 minuti, i giocatori sono finalmente rientrati per riprendere la partita.
Diaz si è presentato sul dischetto per calciare il rigore, ma il suo tiro alla Panenka è stato facilmente parato dal portiere Edouard Mendy. L'arbitro ha quindi segnalato la fine dei tempi regolamentari, mandando la partita ai supplementari, dove Pape Gueye ha segnato il gol decisivo, assicurando al Senegal quello che inizialmente sembrava essere il secondo titolo in cinque anni.
La partita si è conclusa tra tensione e critiche, con l'allenatore del Marocco, Walid Regragui, che ha definito vergognose le azioni del Senegal. Anche il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha condannato gli episodi, definendoli inaccettabili.
Reazioni e conseguenze della decisione della CAF
A seguito della sentenza della CAF, la Federazione calcistica senegalese ha respinto con fermezza il verdetto e ha confermato l'intenzione di presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport. La federazione ha definito la decisione ingiusta, senza precedenti e dannosa per la reputazione del calcio africano.
La federazione marocchina ha dichiarato che il suo ricorso non intendeva mettere in discussione l'impegno sportivo di entrambe le squadre, bensì garantire la corretta applicazione delle regole della competizione. Ha inoltre ribadito il proprio impegno per l'equità, la trasparenza e la stabilità nelle competizioni calcistiche africane.
Nonostante l'annullamento ufficiale del risultato, l'impatto emotivo della vittoria iniziale rimane forte. I giocatori del Senegal avevano festeggiato pubblicamente la vittoria, con tanto di parata con il trofeo, e i filmati di quei festeggiamenti sono circolati online.
Gli osservatori hanno notato che, sebbene il risultato ufficiale sia cambiato, gli eventi accaduti in campo – compresi gli ultimi minuti e la vittoria del Senegal – non possono essere cancellati. Nel frattempo, Thiaw ha ammesso in seguito che la sua decisione di ritirare la squadra è stata presa in un momento di forte emozione.
Nelle settimane successive al torneo, il Marocco ha interrotto il rapporto con il commissario tecnico Walid Regragui, decisione presa il 5 marzo, mesi prima dei Mondiali imminenti.
