Di Martin Graham
Il periodo di Daniel Levy come presidente esecutivo di Tottenham Hotspur ha concluso il suo mandato dopo quasi un quarto di secolo. Il comunicato ufficiale del club descriveva le sue dimissioni come volontarie, sebbene alcune fonti suggeriscano che la decisione sia stata influenzata dalla proprietà, convinta che una nuova leadership avrebbe potuto portare risultati migliori sul campo.
Levy, 63 anni, ha guidato la squadra del nord di Londra dal marzo 2001 e si è dimesso poco dopo aver conquistato il trionfo in Europa League a maggio, ponendo fine a un'attesa di 17 anni per il trofeo. Se ne va con effetto immediato, dopo una sessione di calciomercato estiva in cui gli Spurs hanno investito molto nella loro squadra.
Il suo mandato lo ha reso il presidente più longevo della Premier League, durante il quale avrebbe guadagnato oltre 50 milioni di sterline. Nonostante i notevoli successi commerciali, Levy ha spesso incontrato l'opposizione dei tifosi, con numerose proteste la scorsa stagione che chiedevano un cambio al vertice.
Successi e lotte
Durante la sua guida, il Tottenham si è trasferito dal White Hart Lane al Tottenham Hotspur Stadium da 1 miliardo di sterline nel 2019, un progetto fondamentale per la visione di Levy di garantire ricavi a lungo termine. Gli Spurs hanno anche raggiunto la finale di Champions League nel 2019 sotto la guida di Mauricio Pochettino, perdendo però contro il Liverpool.
Gli analisti finanziari hanno spesso sottolineato la redditività del Tottenham, che con il suo nuovo stadio, il monte stipendi contenuto e l'approccio cauto ai trasferimenti si è trovato in una posizione di forza rispetto ai rivali. Tuttavia, i critici hanno sostenuto che Levy non ha investito abbastanza nella squadra e che gli striscioni esposti durante le partite riflettevano la frustrazione per i risultati limitati ottenuti in campo.
La stagione 2024-25 fu caratterizzata da ulteriori turbolenze. Ange Postecoglou fu esonerato dopo aver concluso al 17° posto in campionato, e Thomas Frank lo sostituì come capo allenatore durante l'estate. Nonostante l'instabilità, gli Spurs si assicurarono un trofeo europeo e iniziarono la stagione in corso con entusiasmo, piazzandosi quarti dopo tre partite.
Proprietà e direzione futura
Dopo la partenza di Levy, Peter Charrington è stato nominato presidente non esecutivo, una posizione di nuova creazione. È anche consigliere di amministrazione di Enic, la società attraverso la quale è gestito il Tottenham, ed è legato al Tavistock Group, di proprietà della famiglia Lewis. All'inizio di quest'anno, Vinai Venkatesham è stato nominato amministratore delegato, rimodellando ulteriormente il team dirigenziale.
Si ritiene che la famiglia Lewis, che detiene il controllo di Enic, abbia contribuito in modo determinante alla decisione di Levy di andarsene. Joe Lewis, ora 88enne, ha avuto un ruolo limitato, mentre i membri più giovani della famiglia, come Vivienne e Charlie Lewis, insieme al nipote acquisito Nick Beucher, sono stati coinvolti più direttamente.
All'inizio di quest'anno è stata effettuata una revisione esterna della struttura e delle finanze del Tottenham, che ha portato alle recenti nomine e ai cambiamenti nel consiglio di amministrazione. Il ruolo di presidente esecutivo è stato abolito nell'ambito degli sforzi di modernizzazione della governance. Levy rimarrà azionista di Enic, ma non avrà alcun ruolo diretto all'interno del club.
Charrington ha elogiato il contributo di Levy, affermando che il club è stato trasformato in una delle istituzioni calcistiche più riconosciute al mondo durante la sua guida. Il consiglio di amministrazione ha sottolineato l'importanza della stabilità e della crescita a lungo termine, riconoscendo al contempo che i recenti investimenti della proprietà hanno rafforzato il budget dedicato ai trasferimenti.
