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La lotta contro il razzismo dura da secoli, ma sono stati compiuti progressi significativi.
Uno dei motivi di questo progresso sono gli sport di squadra, come il calcio, che hanno riunito persone di diversa estrazione sociale per competere e divertirsi.
Vedere persone di colore rappresentare paesi europei come Germania, Finlandia e Polonia era un tempo inaudito, ma ora è la norma grazie allo spirito unificante del calcio. Nonostante questi progressi in questo sport, tuttavia, ci sono delle eccezioni, il cui esempio più lampante è l'Italia.
La Nazionale italiana ha avuto alcune persone di colore a rappresentarla, così come i vari club italiani. Tuttavia, questo non impedisce ai tifosi di esprimere pienamente il loro disprezzo verso chi non assomiglia a loro.
Il recente problema riguardante Inter Milan attaccante, in prestito dal Chelsea, Romelu Lukaku, è la più grande indicazione di ciò. Nella semifinale di andata dei nerazzurri contro la Juventus, è stato preso di mira con cori razzisti da Juventus fan.
Non si sa se l'intenzione fosse quella di destabilizzarlo e destabilizzarlo, o se si trattasse semplicemente di una genuina espressione di odio. Tuttavia, i tifosi bianconeri hanno iniziato a intonare cori razzisti, ai quali Lukaku ha risposto con un gesto dopo il gol.
Il gesto è stato ritenuto offensivo e il belga è stato espulso e squalificato per la partita di ritorno. Ora, secondo alcune indiscrezioni, la sanzione inflitta alla Juventus – una squalifica parziale dallo stadio – è stata revocata.
Secondo quanto riportato, il motivo è che il club ha contribuito a identificare i colpevoli, due dei quali hanno ricevuto il divieto di accesso allo stadio.
Sembra una scappatoia per la Vecchia Signora, che potrebbe anche inviare un messaggio sbagliato al resto del campionato. I vertici della Serie A potrebbero avere a che fare con club che permettono ai loro tifosi di fare qualsiasi cosa ai giocatori di colore delle squadre avversarie per il bene del risultato. Questi episodi saranno seguiti da dichiarazioni già pronte e da una o due squalificazioni dagli stadi per alcuni tifosi. È un precedente che hanno creato inconsapevolmente.
Le squadre non cercheranno più di cambiare la cultura del razzismo nel calcio italiano, uno sforzo che avrà un effetto a catena sull'intera società. È una piaga che ha anche contribuito a modificare la percezione del campionato tra i tifosi all'estero.
La cultura del razzismo in Serie A non scomparirà mai se le squadre potranno continuare a operare a pieno regime dopo episodi come quello di Lukaku. Continueremo a guardare con speranza, tuttavia, a una Serie A in cui i giocatori potranno venire a mostrare il loro talento senza timore di abusi.
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