La fine di un'era: James Milner si ritira dopo 24 anni straordinari
Da prodigio sedicenne al Leeds al detentore del record di presenze nella storia della Premier League, Milner lascia il calcio come esempio di costanza.
JJames Milner, una delle figure più affidabili e discretamente influenti che il calcio inglese abbia mai prodotto, ha annunciato il suo ritiro, ponendo fine a una straordinaria carriera di 24 anni in Premier League. Il versatile centrocampista, ora quarantenne, Lascia il calcio giocato come il giocatore con il maggior numero di presenze nella competizione, essendo svincolato dopo tre stagioni con il Brighton.
Pochi giocatori possono vantare di aver militato per tre decenni diversi nel calcio di alto livello, ma Milner ha fatto proprio questo, collezionando trofei, battendo record e guadagnandosi la reputazione di professionista esemplare. "Ho avuto la fortuna di vivere momenti indimenticabili, dalla lotta per la sopravvivenza alla conquista di trofei, giocando in Europa e rappresentando il mio Paese in due Campionati Europei e due Mondiali", ha dichiarato in un comunicato. "Ma più di ogni altra cosa, sono le persone e le amicizie che ho stretto nel corso della mia carriera che custodirò per sempre".
01 · L'INIZIOUn inizio promettente nello Yorkshire
La storia di Milner è iniziata al Leeds United, la squadra per cui tifava da bambino. Ha esordito nel novembre del 2002 a soli 16 anni, diventando all'epoca il secondo giocatore più giovane di sempre a scendere in campo in Premier League. Il mese successivo ha fatto ancora meglio, diventando il giocatore più giovane a segnare nella competizione, un record che ha detenuto per anni e che ora lo colloca al terzo posto nella classifica di tutti i tempi, dietro a Max Dowman e James Vaughan.
Quando il Leeds retrocesse in Championship nel 2004, il giovane fu ceduto al Newcastle United, dove continuò a crescere. Nel 2008 passò all'Aston Villa, e fu lì, nel 2009, che ottenne la sua prima convocazione in nazionale inglese. Avrebbe poi collezionato 61 presenze in totale, rappresentando il suo paese nei principali tornei per oltre un decennio. Il suo percorso a livello di club ha toccato quasi l'intera mappa dell'élite del calcio inglese.
02 · IL PICCOGli anni dei trofei
Il capitolo decisivo della carriera di Milner arrivò nel 2010, quando si unì al Manchester City. Fu un elemento chiave nella conquista dei primi due titoli di Premier League del club, nel 2012 e nel 2014, contribuendo a inaugurare una nuova era di dominio all'Etihad.
Nel 2015 si è trasferito al Liverpool, dove ha trascorso otto stagioni diventando un giocatore indispensabile. In 332 presenze ha segnato 26 gol, spesso su rigore, dimostrando di essere disposto a giocare praticamente in qualsiasi posizione del campo. La sua esperienza ad Anfield gli ha regalato il trionfo in Champions League nel 2019 e, un anno dopo, il primo titolo di campionato per il club in 30 anni. Ha inoltre conquistato la FA Cup e la Coppa di Lega sia con il Liverpool che con il City: un palmarès di tutto rispetto per un giocatore raramente considerato la stella della squadra.
Lascio il mondo del calcio con immenso orgoglio, gratitudine e ricordi che mi accompagneranno per il resto della mia vita. — James Milner
03 · IL RECORDRe delle classifiche di aspetto
Il numero che definirà l'eredità di Milner è 658: più presenze in Premier League di qualsiasi altro giocatore nella storia. A febbraio ha superato il record di lunga data di Gareth Barry, diventando il detentore del record. Il giocatore con il maggior numero di presenze in Premier League di tutti i tempi. Si tratta di una cifra che non indica tanto un singolo picco, quanto piuttosto un'affidabilità costante, anno dopo anno.
È un record che molti credono non verrà mai battuto. In un'era di rotazione della squadra, calendario fitto e richieste fisiche sempre maggiori, il tipo di longevità raggiunta da Milner è sempre più raro: uno di quei traguardi che, come i grandi totali intoccabili prima di esso, sembra destinato a resistere alla prova del tempo.
04 · L'ADDIOUn degno atto finale
L'ultimo capitolo della carriera di Milner si è svolto al Brighton, squadra a cui si è unito nel 2023. Dopo aver saltato gran parte della stagione 2024-25 a causa di un grave infortunio – a un certo punto incapace persino di sollevare il piede – è riuscito a tornare in campo disputando 22 partite in tutte le competizioni nella stagione 2025-26. La sua 658ª e ultima presenza in Premier League è arrivata nell'ultima partita della stagione del Brighton, quando il club si è assicurato la qualificazione alle competizioni europee per la seconda volta nella sua storia.
"Dal mio debutto con il Leeds United, la squadra per cui tifavo fin da bambino, a soli 16 anni, fino a diventare il più giovane marcatore della Premier League, non avrei mai potuto immaginare il percorso che ho intrapreso", ha riflettuto, "fino a non essere in grado di alzare il piede l'anno scorso e poi tornare a far parte del Brighton che si è qualificato per l'Europa per la seconda volta nella sua storia, a soli 40 anni".
È un percorso che ha toccato sei squadre diverse, diverse generazioni di compagni di squadra e praticamente ogni emozione che il calcio possa offrire: dalle lotte per la salvezza alle parate per la vittoria del campionato e ai trionfi europei. In tutto questo, Milner è rimasto un esempio di costanza: mai il nome più appariscente nella lista dei titolari, ma quasi sempre presente.
"Il football mi ha dato molto più di quanto avrei mai potuto immaginare e sarò sempre grato per le opportunità che mi ha offerto", ha detto Milner. "Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo percorso."

