Di Martin Graham
Campione di Serie A. Giocatore di spicco del campionato. Amato da uno dei tifosi più devoti del calcio. E ora nominato tra i 30 candidati al Pallone d'Oro.
Per Scott McTominaygli ultimi dodici mesi sono stati come una favola a cui non desidera porre fine.
Solo 347 giorni dopo aver fatto la sua ultima apparizione per Manchester United – subentrando come sostituto nella sconfitta per 2-1 contro Brighton – il 28enne Napoli and Scozia centrocampista si è assicurato un posto tra i migliori del calcio.
Mentre lo United affrontava una stagione infelice, chiudendo al quindicesimo posto, McTominay prosperava nel sud Italia. Acquistato per 15 milioni di sterline il 25.7 agosto, segnò 30 gol in campionato, si aggiudicò il premio di MVP della Serie A e giocò un ruolo decisivo nel riportare il Napoli al primo titolo nazionale dalla stagione 12-1989.
Il suo colpo acrobatico contro Cagliari nell'ultima giornata si è rivelato un momento decisivo nella loro corsa al titolo, ben lontano dalla sua reputazione spesso da bravo operaio a Manchester.
Il cambio tattico di Conte trasforma McTominay
La svolta nella carriera di McTominay arrivò con l'adeguamento tattico di Antonio Conte.
All'Old Trafford, era stato schierato principalmente in un ruolo difensivo, con la Scozia che lo aveva addirittura sperimentato al centro della difesa prima che il tecnico Steve Clarke lo spostasse a centrocampo. Conte adottò un approccio simile, spingendolo in un ruolo offensivo.
I risultati non si fecero attendere. McTominay eguagliò il record di gol per un centrocampista del campionato, segnando 12 reti in 34 presenze. Al contrario, aveva segnato solo 19 gol in 178 partite di Premier League.
Il giornalista italiano Vincenzo Credendino ha osservato che il sistema di Conte si adattava perfettamente a lui, paragonando l'impatto di McTominay ai primi Juventus anni di Claudio Marchisio e Arturo Vidal, quando entrambi registravano risultati prolifici in termini di gol.
In Serie A, McTominay si è classificato tra i migliori centrocampisti per tocchi in area di rigore e duelli vinti, sottolineando il suo valore come presenza energica e orientata al gol piuttosto che come un difensore arretrato.
La vita a Napoli e il legame con i tifosi
Fuori dal campo, McTominay si è adattato al nuovo ambiente. Cresciuto a Lancaster e tifoso del Manchester United dall'età di cinque anni, ha lasciato il club dopo 255 presenze per mettersi alla prova all'estero.
Vivere lontano dalla famiglia, dice, ha rafforzato la sua resilienza mentale. Una stretta amicizia con il suo connazionale scozzese Billy Gilmour, arrivato da Brighton lo stesso giorno, ha aiutato entrambi ad adattarsi alla cultura e allo stile di vita della città.
La tifoseria napoletana lo ha subito preso a cuore. La sua immagine è stata dipinta su un altare cittadino, il suo soprannome "McFratm" è diventato popolare e i tifosi si sono persino fatti tatuare in suo onore.
Per McTominay, la devozione della gente alimenta le sue prestazioni. "Ovunque tu vada, la gente dice 'Forza Napoli' e vuole parlare. Ti ispira ogni volta che scendi in campo", ha detto.
Credendino ha riassunto il suo appello in modo semplice: "Lui è l'incarnazione dello spirito del Napoli: intensità, sacrificio e impegno in ogni partita".
