Di Martin Graham
Sette giorni dopo essere stato selezionato per il premio di manager del mese di gennaio, Sean Dyche si è ritrovato senza lavoro. Due risultati si sono rivelati decisivi: una sconfitta a Leeds United e un pareggio senza reti contro il club ultimo in classifica Wolves mercoledì sera.
Questi risultati convinsero il proprietario Evangelos Marinakis a porre fine al periodo di quattro mesi di Dyche al City Ground. Dal punto di vista di Dyche, il momento sembrava difficile, soprattutto considerando una recente serie di prestazioni incoraggianti in campionato.
La nomination è arrivata dopo le vittorie sul Brentford e sul West Ham United in difficoltà, una sconfitta di misura contro l'Aston Villa, terzo in classifica, e un pareggio casalingo con la capolista Arsenal. Lo slancio, almeno sulla carta, non era del tutto svanito.
Oltre la lega, Quello della foresta Il calendario dall'inizio dell'anno ha mostrato incoerenza piuttosto che crollo. L'eliminazione in FA Cup ai rigori contro il Wrexham, squadra di Championship, è stata seguita dalla sconfitta in Europa League contro lo Sporting Braga, prima che una schiacciante vittoria sul Ferencváros assicurasse un posto ai play-off della fase a eliminazione diretta.
Numeri che offrivano una certa protezione
Considerando le 18 partite di campionato dirette da Dyche dal suo arrivo il 21 ottobre, il Forest si è classificato al 12° posto in classifica. Sei vittorie e 22 punti hanno rappresentato un risultato migliore di quello ottenuto dai due precedenti allenatori del club messi insieme nello stesso periodo.
Una percentuale di successi del 33.3% si è distinta come la più alta nella carriera di Dyche in Premier League, migliorando i suoi risultati sia con Burnley che con Everton. Nella recente storia del Forest in massima serie, questo rapporto lo ha collocato al terzo posto tra gli otto allenatori permanenti del club.
Nonostante queste cifre, il Forest è rimasto al 17° posto quando Dyche se n'è andato, solo una posizione in più rispetto a quando ha preso il comando. La prestazione casalinga si è rivelata un punto debole, con solo tre vittorie in campionato al City Ground e nessuna da metà dicembre.
La frustrazione dei tifosi era cresciuta, diventando udibile durante la sconfitta a Braga, quando i tifosi ospiti fischiarono a fine partita. I risultati in trasferta avevano offerto un equilibrio, ma la pazienza all'interno dello stadio si stava esaurendo.
Obiettivi mancati, pazienza che si assottiglia
Gran parte delle critiche è stata causata da un persistente problema di gol. Il record del Forest di 25 gol in campionato li ha portati davanti solo ai Wolves nella classifica marcatori della divisione.
Chris Wood, il miglior marcatore del club in Premier League, non è stato disponibile durante la gestione di Dyche a causa di un infortunio al ginocchio riportato nell'ultima partita sotto la guida del suo predecessore Ange Postecoglou. La sua assenza ha messo a dura prova un attacco che ha faticato a essere efficace.
Il pareggio di mercoledì contro i Wolves ha evidenziato in modo lampante la questione. Il Forest ha tentato 35 tiri senza trovare la rete, il numero più alto di tiri in porta da parte di una squadra negli ultimi dieci anni.
Chiunque diventi il quarto allenatore permanente del club erediterà la stessa sfida: trasformare il possesso palla e la pressione in gol.
Dubbi negli spogliatoi e una fine anticipata
Sebbene gli indicatori statistici suggerissero che Dyche avesse ampiamente soddisfatto le aspettative, permanevano dubbi sulla durata del suo approccio. Sosteneva che le selezioni e le tattiche fossero dettate dagli strumenti disponibili e, fino a poco tempo fa, i risultati avevano giustificato tale posizione.
Tuttavia, con giocatori come Murillo, Elliot Anderson, Morgan Gibbs-White e Callum Hudson-Odoi a disposizione, ci si aspettava una maggiore fluidità in attacco. Internamente, alcuni ritenevano che i metodi di gioco si concentrassero troppo sulle caratteristiche fisiche.
Inizialmente Dyche ha colpito nel segno tra i tifosi facendo riferimento alla tradizione del club, evocando i ricordi di Brian Clough e del suo cane Del-Boy e ricordando le corse lungo il fiume Trent ai tempi delle giovanili. L'effetto positivo è stato reale, ma si è rivelato temporaneo.
Dietro le quinte, fonti hanno segnalato difficoltà nel costruire un rapporto con alcuni settori della squadra. I giocatori hanno messo in discussione le routine di allenamento e i piani tattici, e il loro parere è stato richiesto dopo la sconfitta a Leeds. Non è stato possibile ottenere un pieno appoggio.
A quel punto, le alternative erano già in fase di valutazione, con Vitor Pereira identificato come una delle opzioni principali prima dell'incidente di Elland Road. Le discussioni sono proseguite, aprendo la strada al licenziamento di Dyche nelle prime ore di giovedì.
La decisione non è stata presa alla leggera, ma la sua nomina è stata condizionata dall'urgenza, in seguito alla partenza di Nuno Espirito Santo e al breve mandato di Postecoglou. Se il cambiamento si rivelerà decisivo, ora pone l'attenzione su Marinakis, mentre il Forest cerca nuovamente stabilità.
