Oltre la finale: cosa ha mostrato AFCON 2025

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Di Martin Graham

La Coppa d'Africa del 2025 sarà ricordata soprattutto per la sua conclusione drammatica, ma il torneo ha offerto insegnamenti ben più ampi, che vanno oltre la controversia di Rabat.

L'interruzione ha segnato i momenti finali della finale quando un calcio di rigore tardivo è stato assegnato a favore di Marocco richiesto del Senegal giocatori a lasciare il campo. Dopo un ritardo durato più di un quarto d'ora, Brahim Diaz ha tentato un audace rigore che è stato parato prima che il Senegal sollevasse finalmente il trofeo.

Il CT del Marocco Walid Regragui ha definito le scene "vergognose", mentre la Confederazione Africana di Calcio non ha ancora confermato quali misure disciplinari, se del caso, saranno adottate. Ciononostante, concentrarsi esclusivamente sulla finale rischia di trascurare una competizione che è stata complessivamente ben gestita e ha prodotto un totale record di 121 gol.

Dalle strutture alle finanze, dagli arbitri ai regolamenti, il torneo ha evidenziato sia i progressi sia i problemi persistenti del calcio africano.

 

 

Le strutture stabiliscono un nuovo punto di riferimento

Le sedi e i centri di allenamento del Marocco hanno ricevuto ampi elogi, con lo stadio Prince Moulay Abdellah della capitale ampiamente considerato il gioiello delle finali.

Ospitare la Coppa d'Africa rientrava nei più ampi preparativi del Marocco per la Coppa del Mondo FIFA 2030, che si svolgerà insieme a Spagna e Portogallo. Un finanziamento significativo, sostenuto da Re Mohammed VI, ha trasformato il panorama sportivo del Paese, con le autorità che descrivono l'infrastruttura come solida e conforme agli standard globali.

Sono già previsti ulteriori ammodernamenti. Lo Stadio Mohammed V di Casablanca e gli stadi di Fes, Marrakech e Agadir saranno ristrutturati, mentre proseguono i lavori di costruzione di un nuovo stadio da 115,000 posti vicino a Benslimane.

Anche le superfici di gioco hanno impressionato, resistendo bene alle forti piogge che hanno messo in difficoltà i precedenti paesi ospitanti. Il rappresentante della Federazione calcistica marocchina, Omar Khyari, ha affermato che l'evento ha messo in luce l'esperienza nazionale, sottolineando che gran parte della tecnologia utilizzata è stata sviluppata da aziende locali.

Gli osservatori provenienti da altre parti del continente hanno riconosciuto il risultato, mentre i funzionari in Kenya hanno ammesso che eguagliare la portata del Marocco per le finali del 2027, organizzate congiuntamente da Tanzania e Uganda, sarebbe difficile, anche se sono in corso dei miglioramenti.

Finanze e profilo in crescita

La CAF ha registrato un forte incremento delle entrate generate dal torneo, con ricavi complessivi in ​​crescita del 90% rispetto all'edizione precedente.

Solo la vendita dei biglietti è aumentata da 11 milioni di dollari in Costa d'Avorio nel 2023 a 55 milioni di dollari in Marocco, mentre il numero di sponsor e partner è salito a 23. Anche la maggiore copertura digitale ha aumentato la visibilità della competizione.

L'organo di governo aveva precedentemente previsto un surplus netto superiore a 114 milioni di dollari, rispetto all'utile di 75 milioni di dollari di due anni prima. Tali cifre sollevano dubbi sulla decisione della CAF di spostare la Coppa d'Africa a un ciclo quadriennale a partire dal 2028.

C'è anche un dibattito sulla possibilità di ottenere un simile successo commerciale altrove. Il Marocco è diventato un ospite abituale di importanti tornei africani, tra cui diverse Coppe d'Africa femminili, portando la stella nigeriana Asisat Oshoala a descrivere il paese come il fulcro del calcio del continente.

Ufficiali di gara sotto esame

Nonostante i successi organizzativi, gli standard arbitrali hanno attirato ripetute critiche durante le finali.

Regragui ha respinto le affermazioni secondo cui gli arbitri avrebbero favorito la nazione ospitante, sostenendo che le decisioni controverse si verificano in tutto il mondo. Ciononostante, la finale ha fornito un esempio lampante di come le decisioni arbitrali abbiano influenzato la narrazione.

L'arbitro Jean-Jacques Ndala aveva controllato efficacemente la partita fino al recupero, quando ha interrotto il gioco per un fallo su Achraf Hakimi pochi istanti prima del gol del Senegal. La sequenza di fischi, seguita dal rigore concesso al Marocco nel finale, ha alimentato il risentimento del Senegal e ha portato alla vittoria.

Anche il sistema di assistenza video arbitrale è stato oggetto di critiche. Le revisioni sono state spesso lunghe, alcune decisioni sono state messe in discussione e la tecnologia semi-automatica del fuorigioco utilizzata nella precedente Coppa d'Africa era assente, nonostante l'ingente investimento del Marocco.

Sicurezza, condotta e regole al centro dell'attenzione

Preoccupazioni sulla sicurezza sono emerse prima e durante la finale. La federazione senegalese si è lamentata dell'inadeguata protezione ricevuta all'arrivo della squadra in treno a Rabat, dove i giocatori erano circondati dai tifosi.

Dentro e fuori dagli stadi, si sono verificati scontri, sovraffollamento e tifosi trattenuti in aree ristrette. Sebbene questi problemi non siano esclusivi del calcio africano, hanno evidenziato la necessità di una migliore gestione del pubblico.

Anche l'assegnazione dei biglietti si è rivelata controversa, con il Senegal che ha ricevuto meno di 4,000 posti in uno stadio che ne ospitava quasi 70,000. In campo, gli incidenti che hanno coinvolto i raccattapalle che hanno interferito con i portieri hanno aumentato la tensione, riecheggiando episodi simili avvenuti in precedenza nel torneo.

Infine, la competizione ha messo in luce le falle nel regolamento della CAF. I cartellini gialli sono stati cancellati dopo la fase a gironi, lasciando numerosi giocatori a un solo diffida dalla squalifica in semifinale. Di conseguenza, giocatori chiave, tra cui il capitano del Senegal Kalidou Koulibaly, hanno saltato la finale, indebolendo le partite più importanti.

Le regole della fase a gironi hanno anche quasi costretto le squadre a essere separate tramite sorteggio, un metodo utilizzato l'ultima volta nel 2015. Sebbene drammatiche, alternative come i punteggi fair-play o i criteri di attacco sarebbero probabilmente considerate più accettabili.

Martin Graham è uno scrittore sportivo di MFF

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